Quando m'innamoro...

 

Romantici rassegnatevi: secondo le ultime ricerche, bastano sei millisecondi per far esplodere

la reazione chimica della passione. Ma attenzione: dopo un anno al massimo tutto è finito. O quasi.

 

Dura da pochi mesi a un anno, ma esplode in sei millisecondi (unità di tempo inconcepibile, tecnicamente la millesiam parte di un secondo) ed è tutta una questione di chimica. Trai fattori responsabili e indicativi dell'innamoramento, secondo un recentissimo studio italiano pubblicato sulla rivista "Psychineuroendocrinology", ci sarebbe l'Ngf (Nerve Grouth Factor, letteralmente fattore di crescita nervosa), la molecola scoperta da Rita Levi Montalcini. Nei neo-innamorati questa proteina raggiunge livelli quasi doppi rispetto quelli presenti nelle persone single o impegnate in relazioni di lunga durata. "Se l'innamoramento fosse una malattia", spiega Pierluigi Politi, uno degli autori della ricerca, "l'Ngf sarebbe il suo marcatore: quando è alto "l'infiammazione" è in corso, poi torna nella norma. Dopo un anno l'amore passa dalla fase acuta a quella cronica."

 

Dritto all'amigdala

E se 365 giorni bastano a consumare il fuoco vivo dell'innamoramento, ci vogliono 6 millisecondi a innescare la combustione. Lo spiega Donatella Marazziti, docente di psichiatria all'Univ. di Pisa, che con i suoi studi sulla componente biochimica dell'innamoramento e sulla sua somiglianza ai disturbi psico-compulsivi si è guadagnata l'IgNobel, riconoscimento che va alle ricerche scientifiche più originali e curiose. "E' questo il tempo necessario allo stimolo visivo, procurato da una persona che ci piace, per arrivare all'amigdala, una parte del cervello che comunica subito l'informazione ai centri nervosi cui è collegata". Si attivano così ormoni e neurotrasmettitori, come la noradrenalina e la dopamina, che rendono euforici, l'adrenalina e il cortisolo che scatenano lo stress, la feniletilamina, una sorta di anfetamina naturale che aumenta l'eccitazione. Arrivano il batticuore, il sudore alle mani, i crampi allo stomaco, la debolezza alle gambe. E subito dopo i pensieri ossessivi, l'inappetenza, l'insonnia e la dipendenza dall'amato, con stati di euforia in sua presenza e di depressione e ansia quando è lontano. "Scienziati americani hanno sottoposto a risonanza magnetica alcuni innamorati: alla vista di una fotografia della persona amata il loro cervello s'illumina", conferma Piero Angela, che ha appena pubblicato "Ti amerò per sempre. La scienza dell'amore".

Ma perchè le reazioni chimiche della prima fase dell'amore sono così veloci? "Le aree del cervello interessate all'amore sono le stesse che si attivano quando abbiamo paura, scatta un segnale di pericolo e la reazione deve essere repentina: la velocità, in questi casi può salvarci la vita. L'innamoramento è una questione di sopravvivenza, anche se interessa la specie e non l'individuo. E poi innamorarsi vuol dire consegnarsi ad un estraneo: ci vuole una tempesta biochimica fortissima per spingerci a una simile follia", spiega Marazziti.

 

Rapporti fast food

Ma è soltanto una questione di chimica? No, l'innamoramento veloce è anche un fenomeno di costume. "Le modalità dell'amore sono cambiate. Un tempo il matrimonio era per sempre", dice Gianpietro Savuto, psicologo e psicoterapeuta. "I trentenni oggi sono terrorizzati dalla possibilità di soffrire. Per difendersi accorciano i tempi, bruciano i sentimenti, non danno loro tempo di lasciare il segno".

Forse per questo si stanno diffondendo mode come lo speed date ma c'è anche chi di fronte all'amore fast food inorridisce. "E' pornografia psichica", dice il sociologo Francesco Alberoni, che ha appena pubblicato "Sesso e Amore". "Come la pornografia avvilisce la sessualità, scegliere un partner in pochi istanti annulla il mistero dell'altro. E riduce la scoperta delle affinità elettive, la magia del "mi sono innamorato", al più prosaico, "mi piace"".

 

Fidanzarsi in 3 minuti

In principio fu lo Speed Date, letteralmente appuntamento veloce: un gruppo di uomini e donne, in egual numero, si ritrovano in un locale e siedono a coppie. Ogni tre minuti un fischio segnala che il tempo è scaduto, ci si alza e si cambia compagno/a. Chi si piace viene messo in contatto, in un secondo tempo, dagli organizzatori della serata. Oggi le varianti dei "tre minuti per innamorarsi" si sono moltiplicate. C'è lo speed date slow, dove gli incontri si allungano a 7/9 minuti. Per chi ha bisogno di una scusa per dare il via alla conversazione c'è il theatre speed date - invece del solito locale ci si incontra al teatro - e lo speed date in English per provare l'ebbrezza del corteggiamento in un'altra lingua. Più movimentate le occasioni offerte dal Tram speed date: 48 persone, metà uomini metà donne, salgono su autobus a due piani che li scorazza in giro per la città per due ore, e dal Boat Speed Date, a bordo di una motonave, che naviga per un'ora lungo il Delta del Po.

 

Vanity Fair, 22 Dicembre 2005