Diario di viaggio di un Capodanno a Zanzibar

02 Mar 2014 Diari Riccobono

Il tour leader Gabriele ci racconta le bellezze dell’isola africana

Appena arrivati alla struttura, la prima cosa che si notava è che erano tutti a piedi scalzi. Anche al ristorante.

La seconda cosa che si notava è stato il vento.

La terza il mare. Infinito, mosso, calmo, bassa marea, alta marea.

La quarta i masai. Calmi, presenti, come dei alle nostre spalle, angeli custodi.

La quinta le tisane, una mano a sorreggere una tazza, ed il chiacchierare rilassati fra i divanetti.

La sesta le risate.

La settima l’alcol (mega mojiti e sangrie).

L’ottava un medico masai al posto di un medico italiano, ma altrettanto competente, se non di più!

La nona i corpi distesi sulla sabbia per augurare un buon anno particolare.

La decima la partita Zanzibar – Italia, sulla spiaggia, con tanti infortuni e feriti, disfatta: 3-0.

La undicesima il capodanno a ballare africano, saltare, abbracciarsi e baciarsi sulla sabbia, col vento ed il semi-buio.

La dodicesima è le candele sulla sabbia, il rumore pieno del silenzio, le confessioni.

La tredicesima è il ritorno, e la mancanza di una voce africana che dica “hakuna matata” o “pole pole” (“non ci sono problemi” e “piano piano”).

Questa è stata la nostra Speed vacanza a Zanzibar. Grazie anche ad un gruppo adattivo ed in grado di cogliere la Bellezza.

E chi si scorda più, di una vacanza del genere.

Gabriele

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