Intervista a Marina Rei

07 Mar 2013 Protagonisti MariangelaF

La mia è una famiglia di musicisti, io ho iniziato a cantare per mia scelta, quando ne ho sentito la necessità

Abbiamo intervistato Marina Rei a pochi mesi dall'uscita del suo ultimo album "La conseguenza naturale dell'errore". La cantante ci ha parlato dei suoi progetti, della sua passione per la musica e di viaggi…

Dalla musica dance degli anni ’90 alle collaborazioni con la scena indie del panorama italiano (Zen Circus, Teatro degli orrori, Christina Donà…) una bella evoluzione, come guardi a questi lunghi anni di carriera??

Sono tanti anni di carriera, legati a tante esperienze formative nelle quali sono cresciuta, un percorso che fa parte della vita professionale di ognuno di noi. L’evoluzione appartiene alla crescita di qualsiasi individuo indipendentemente dal mestiere che uno fa, o almeno spero che ci sia sempre una crescita.

Sei figlia d’arte… la musica per te è stata una naturale conseguenza o una scelta volontaria?

Forse entrambe le cose, è stata sicuramente una mia scelta personale, ma nello stesso tempo dettata da una necessità di “sangue”, credo fosse scritto nel mio dna. Nonostante la mia sia una famiglia di musicisti (anche i miei nonni lo erano) la mia è stata una scelta ben precisa. Non ho iniziato a cantare solo perché quella era una strada già battuta nella mia famiglia, l’ho fatto quando ne ho sentito la necessità.

Ho letto che sei in tour con il tuo ultimo album “La conseguenza naturale dell’errore”, di cosa parla questo nuovo album?

Non è facile raccontare la nascita di un album in poco tempo, posso però dirti che dietro c’è un’idea precisa di scrittura incentrata sulla collaborazione di diversi autori che appartengono alla scena musicale italiana come Andrea Appino degli Zen Circus, Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori, Paolo Benvegnù, Riccardo Sinigallia, Cristina Donà e Valerio Mastrandrea. L’obiettivo era quello di una scrittura a quattro mani per creare qualcosa di bello e musicalmente interessante.

Ti capita di viaggiare per lavoro con concerti e date in tutta Italia, sei un’amante dei viaggi? Quali sono le tue mete preferite?

Il mio rapporto con i viaggi è controverso, dipende sempre da quale sarà la destinazione. Un viaggio che spero di compiere a breve è alla volta di Berlino, non ho ancora avuto l’opportunità di visitarla, ma ne parlano tutti bene, dicono sia una città che merita di esser vista e credo lo farò prossimamente.

Cosa non dovrebbe mai mancare nella tua valigia?

In realtà non ho un oggetto in particolare che porto dietro magari per scaramanzia. Dipende sempre dal tipo di viaggio; faccio la valigia in base alle esigenze, un conto è se parto per lavoro, un altro se lo faccio per “svago”. In generale posso portare con me un  libro che magari ho già iniziato, oppure della musica a seconda della durata del viaggio, ad esempio se va oltre i due, tre giorni porto con me il computer o l’ipad, ma essenzialmente dipende dal tipo di viaggio e dalla durata.

Qual è il tuo ideale di vacanza? Immagino sia cambiato negli anni, in che modo?

Non amo il freddo, preferisco quindi il mare o in generale mete calde, ma nonostante ciò se dovessi partire adesso preferirei andare alla scoperta di in una città come Berlino piuttosto che fare il bagno alle Maldive.

Quali sono i tuoi progetti musicali per il futuro?

Sono attualmente in tour, un tour che toccherà diverse città italiane, iniziato con l’uscita dell’album e che proseguirà fino all’estate. Il mio desiderio è quello di suonare il più possibile, anche perché credo che per un musicista questa sia la necessità principale, l’esigenza prioritaria.

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